Errori SEO: 9 sbagli frequenti in una campagna di ottimizzazione e posizionamento sui motori di ricerca
Per attuare una buona campagna SEO bisogna essere un personaggio pressochè onnisciente: c'è la necessità di conoscere algoritmi, conoscere le ultime tendenze web per sapere dove indirizzare una campagna ed è facile andare mentalmente in "overflow", ovvero perdersi nella marea di informazioni e commettere errori piuttosto banali. Vediamo di seguito nove dei più comuni sbagli ed errori in cui si incappa in una campagna SEO e posizionamento web.
Quando si crea una strategia la prima cosa che si deve fare è diventare un possibile utente e per far questo cerchiamo di pensare a cosa digiterebbe il signor Rossi per trovarci. Se siamo gli unici al mondo in un determinato settore non c'è alcun problema, ma se pensiamo che tutti gli altri si concentreranno su quelle parole chiave sarà difficile emergere nella SERP. Quindi bisogna creare un buon albero di parole chiave, legarle tra di loro e, rimanendo chiaramente in tema, riuscire a discostarsi dalla grande massa per emergere.
Piccola nota: spesso è meglio concentrarsi sulla forma plurale delle keywords, di solito chi cerca contenuto lo fa in modo generico e immette "computer portatili" piuttosto che "computer portatile" - fate attenzione ai dettagli per fare la differenza.
Attualmente Google è il Dio supremo che gestisce il nostro lavoro e come tutti gli esseri mitologici spesso genera miti. Proporre ad un cliente un cambiamento spaventa: c'è sempre la paura che il Dio decida, per questo affronto, di mandarci negli inferi. In realtà non è così: è proprio il dinamismo la chiave del successo, un motore di ricerca che continua a scansionare lo stesso contenuto da 10 anni troverà il contenuto vecchio e magari anche sorpassato, stessa cosa il cliente - in questo mondo dinamico bisogna aggiornare costantemente i propri siti accantonando l'idea che si possano perdere posizioni nella SERP.
Come dicevo inizialmente introdurre troppe informazioni nelle nostre menti non giova sicuramente ma crea confusione: leggere molto ma anche bene, la teoria senza pratica nel mondo SEO non esiste, bisogna sì documentarsi ma anche mettere in atto le informazioni ricevute. Informazioni che vanno selezionate: è inutile leggere ore e ore e confondersi la mente, passiamo più tempo piuttosto a scegliere i blog "giusti", dando attenzione ai post riassuntivi traendone utili consigli senza andare in overflow mentale - stando attenti attenti perchè il nostro "buffer" si riempie rapidamente...
Non c'è solo il sito
La prima cosa che si fa è andare a spulciare il codice del nostro sito da inserire nel motore di ricerca, cercando spasmodicamente algoritmi perfetti e dimenticando tutto il resto. E' spesso invece proprio "il resto" che fa la differenza: se il nostro sito rimane isolato in una palla di cristallo, senza che possa essere trovato in altri modi, ad esempio links in altri siti, discussioni nei social network, l'ottimizzazione SEO rimane castrata.Ricordare le origini del SEO
Il rovescio della medaglia di quanto abbiamo appena detto e che se è fondamentale concentrarsi anche sullo scambio di link bisogna porre particolare attenzione all'ottimizzazione delle parole chiave: è inutile creare una folta rete autostradale che porta al nulla. La medaglia di cui parliamo ha due facce, una riferita alla rilevanza (keyword targeting) ed una all'importanza (backlink authority): bisogna scinderle e metterle in una bilancia, quando avremo un valore equilibrato allora avremo fatto un buon lavoro.
La homepage non è una Dea dell'Olimpo
La home page è il vestito del nostro sito: fare un sito di una pagina non è strategicamente geniale, anzi, pensiamo ad un sito flash, anche se i motori stanno pian piano andando incontro a queste tecnologie, il motore di ricerca vedrà pochissimi contenuti. Ugualmente creare un sito con pagine colme di ottimo contenuto con solo l'index.html ottimizzata e le altre lasciate al loro destino. Quindi pensare solamente alla home page è un errore, quando si crea una strategia di link building bisogna pensare a tutta la struttura del sito: la soluzione è guardare tutte le pagine del nostro sito come home pages virtuali e dargli la giusta importanza.Non fossilizzarsi sulle parole chiave "famose"
Quando si crea una strategia la prima cosa che si deve fare è diventare un possibile utente e per far questo cerchiamo di pensare a cosa digiterebbe il signor Rossi per trovarci. Se siamo gli unici al mondo in un determinato settore non c'è alcun problema, ma se pensiamo che tutti gli altri si concentreranno su quelle parole chiave sarà difficile emergere nella SERP. Quindi bisogna creare un buon albero di parole chiave, legarle tra di loro e, rimanendo chiaramente in tema, riuscire a discostarsi dalla grande massa per emergere.
Piccola nota: spesso è meglio concentrarsi sulla forma plurale delle keywords, di solito chi cerca contenuto lo fa in modo generico e immette "computer portatili" piuttosto che "computer portatile" - fate attenzione ai dettagli per fare la differenza.
Monitorare l'intera strategia
Bisogna sempre monitorare con tools, di cui abbiamo parlato in altri articoli, e fare attenzione ai risultati per correggere eventuali errori. E' necessario poi analizzare con routine questi dati (senza però fissarsi troppo, come vedremo più avanti), stabilire e tentare di raggiungere degli obiettivi: fare tracking solamente delle visite significa aver perso in partenza, bisogna tenere sotto controllo tutta la campagna SEO.Ossessionati da Google Analytics
Come per il cibo tutto può far bene in quantità giusta: il troppo, come suggerisce la parola stessa, è sbagliato. Passare la giornata a davanti alla schermata di Google Analytics crea solamente una gran confusione nella testa dell'esperto in SEO. Se a fine giornata vi rendete conto di aver lavorato sul fumo, di aver usato gli occhi solo per gustare grafici HD in 16:9 allora è probabile che soffriate di "ossessione analytics" - dovete allora "curavi" dandovi delle dosi di utilizzo, ad esempio decidendo di controllare le statistiche solo ad inizio e a fine giornataSalire le scale del paradiso scendendo negli inferi
Attualmente Google è il Dio supremo che gestisce il nostro lavoro e come tutti gli esseri mitologici spesso genera miti. Proporre ad un cliente un cambiamento spaventa: c'è sempre la paura che il Dio decida, per questo affronto, di mandarci negli inferi. In realtà non è così: è proprio il dinamismo la chiave del successo, un motore di ricerca che continua a scansionare lo stesso contenuto da 10 anni troverà il contenuto vecchio e magari anche sorpassato, stessa cosa il cliente - in questo mondo dinamico bisogna aggiornare costantemente i propri siti accantonando l'idea che si possano perdere posizioni nella SERP.Zamparini non sarebbe mai in prima pagina del SERP
Non sono un gran appassionato di calcio ma conosco Zamparini e altri presidenti che fanno tira e molla con allenatori e staff: facendo un paragone nel nostro mondo SEO pensare ad un potenziale cliente che investe su una strategia ma attende i risultati troppo rapidamente e la "esonera" se non vede subito la prima pagina di Google vuol dire non fare altro che ostacolare il lavoro del SEO manager: spiegate al datore di lavoro la complessità di una campagna SEO e soprattutto che i risultati arriveranno, spesso anche dopo mesi, ma arriveranno.
Overflow di blog
Come dicevo inizialmente introdurre troppe informazioni nelle nostre menti non giova sicuramente ma crea confusione: leggere molto ma anche bene, la teoria senza pratica nel mondo SEO non esiste, bisogna sì documentarsi ma anche mettere in atto le informazioni ricevute. Informazioni che vanno selezionate: è inutile leggere ore e ore e confondersi la mente, passiamo più tempo piuttosto a scegliere i blog "giusti", dando attenzione ai post riassuntivi traendone utili consigli senza andare in overflow mentale - stando attenti attenti perchè il nostro "buffer" si riempie rapidamente...
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