Feedback: il futuro del SEO o arma a doppio taglio?
Chi studia economia conosce le potenzialità del passaparola, uno strumento di marketing con una capillarità estrema, si basa su persone (nodi) ognuna con una sua credibilità. E' più facile fidarsi di un giudizio "amico" piuttosto di uno proveniente da un individuo che potrebbe trarre vantaggi da una transazione solo a suo favore, ad esempio un negoziante. Inizialmente il passaggio del marketing dal mondo reale a quello formato da pixel è stato difficile: c'era, e purtroppo c'è, poca fiducia ed educazione al web, i potenziali compratori si trovavano davanti un nuovo modo di comprare, con tantissime domande fugate solamente da immagini e descrizioni, nel virtuale manca la sicurezza del toccare con mano.
I grandi webstore, Ebay ed Amazon per citarne due, hanno così introdotto il "passaparola digitale", ovvero il feedback. Il profilo buyer a fine transazione ha la possibilità di raccontare il suo acquisto, il seller ha voce sulla transazione rafforzando la sua serietà. Velocemente le piccole realtà di webmarketing hanno introdotto l'idea di informazione sull'acquisto grazie al feedback, aggiungendo anche la possibilità di far recensire i prodotti direttamente al compratore, aumentando - o diminuendo - il prestigio del virtual shop, inizialmente sul sito stesso o sui portali e, attualmente, sui social network. Il "mi piace" di Facebook è un potente esempio, a mio avviso poco stimato, del sistema a feedback con ritorno solo positivo, tramite la creazione di una pagina qualsiasi attività può monitorare l'interesse del potenziale fruitore del servizio facendo statistiche sul gradimento di nuovi prodotti ed iniziative.
Anche i motori di ricerca si stanno adeguando con diversi algoritmi, indicizzando gli interventi degli utenti, privacy permettendo, con un "live search", fornendo informazioni utili (recensioni), statistiche (tramite il voto a stelline) e un'immedesimazione nel circuito di marketing che prima non c'era, infatti poter raccontare la propria esperienza di acquisto diventa d'aiuto a tutti.
L'aspetto interessante, ed evoluzione naturale, del sistema a feedback sarà usare l'information technology per rendere la pubblicità del prodotto (o servizio) come oggetto di discussione interessante e dinamica, riducendo al minimo lo spam e lo spazio utilizzato dai banner. Oggigiorno Twitter ne è la dimostrazione maggiore, con il re-tweet permette di raggiungere chiunque, un follower legge il re-tweet, una specie di inoltro ai followers, di un prodotto, con una ricerca vede che è presente in molti tweets di altre persone che ne parlano in maniera positiva (feedback positivo contenuto in un ambito di discussione), seppur non conosciute rafforzano e tranquillizzano sulla qualità del prodotto dando una spinta al marketing. Ancora meglio se il SEM studia come far fruire le informazioni giuste all'utente interessato, con uno studio mirato sulle azioni dell'utente si può far arrivare la pubblicità, sotto forma di discussione interessante, generando interesse, per chi ne è il ricevente, e online branding per chi è il mandante con conseguente page ranking alle stelle per i prodotti meritevoli. Alla fine l'acquirente, se soddisfatto, è il promoter e l'azienda ne trae un ritorno pubblicitario completamente gratuito.
Il bug è chi il sistema lo crea: il soggetto che mette il feedback. Chi è? Ha le competenze? Fa concorrenza sleale con feedback negativi ingiustificati? Millanta di possedere il prodotto? Le domande sono infinite, Ebay le ha provate sulla propria pelle, capitava, e capita, di trovare venditori con altissimo rango di feedback positivi, anche il 99%, truffaldini, ad esempio aumentandosi il prestigio con la creazione di falsi account da compratore, rendendo il feedback system uno specchietto per le allodole. L'acquirente, trasformato in pubblicitario, può erroneamente mettere in giro voci false, fare valutazioni errate, per questo è importantissimo studiare nuovi algoritmi che possano massimizzare l'attendibilità di un sistema che diverrà il nuovo veicolo di marketing sul filo del world wide web sempre più votato al social marketing.
I grandi webstore, Ebay ed Amazon per citarne due, hanno così introdotto il "passaparola digitale", ovvero il feedback. Il profilo buyer a fine transazione ha la possibilità di raccontare il suo acquisto, il seller ha voce sulla transazione rafforzando la sua serietà. Velocemente le piccole realtà di webmarketing hanno introdotto l'idea di informazione sull'acquisto grazie al feedback, aggiungendo anche la possibilità di far recensire i prodotti direttamente al compratore, aumentando - o diminuendo - il prestigio del virtual shop, inizialmente sul sito stesso o sui portali e, attualmente, sui social network. Il "mi piace" di Facebook è un potente esempio, a mio avviso poco stimato, del sistema a feedback con ritorno solo positivo, tramite la creazione di una pagina qualsiasi attività può monitorare l'interesse del potenziale fruitore del servizio facendo statistiche sul gradimento di nuovi prodotti ed iniziative.
Anche i motori di ricerca si stanno adeguando con diversi algoritmi, indicizzando gli interventi degli utenti, privacy permettendo, con un "live search", fornendo informazioni utili (recensioni), statistiche (tramite il voto a stelline) e un'immedesimazione nel circuito di marketing che prima non c'era, infatti poter raccontare la propria esperienza di acquisto diventa d'aiuto a tutti.
L'aspetto interessante, ed evoluzione naturale, del sistema a feedback sarà usare l'information technology per rendere la pubblicità del prodotto (o servizio) come oggetto di discussione interessante e dinamica, riducendo al minimo lo spam e lo spazio utilizzato dai banner. Oggigiorno Twitter ne è la dimostrazione maggiore, con il re-tweet permette di raggiungere chiunque, un follower legge il re-tweet, una specie di inoltro ai followers, di un prodotto, con una ricerca vede che è presente in molti tweets di altre persone che ne parlano in maniera positiva (feedback positivo contenuto in un ambito di discussione), seppur non conosciute rafforzano e tranquillizzano sulla qualità del prodotto dando una spinta al marketing. Ancora meglio se il SEM studia come far fruire le informazioni giuste all'utente interessato, con uno studio mirato sulle azioni dell'utente si può far arrivare la pubblicità, sotto forma di discussione interessante, generando interesse, per chi ne è il ricevente, e online branding per chi è il mandante con conseguente page ranking alle stelle per i prodotti meritevoli. Alla fine l'acquirente, se soddisfatto, è il promoter e l'azienda ne trae un ritorno pubblicitario completamente gratuito.
Il bug è chi il sistema lo crea: il soggetto che mette il feedback. Chi è? Ha le competenze? Fa concorrenza sleale con feedback negativi ingiustificati? Millanta di possedere il prodotto? Le domande sono infinite, Ebay le ha provate sulla propria pelle, capitava, e capita, di trovare venditori con altissimo rango di feedback positivi, anche il 99%, truffaldini, ad esempio aumentandosi il prestigio con la creazione di falsi account da compratore, rendendo il feedback system uno specchietto per le allodole. L'acquirente, trasformato in pubblicitario, può erroneamente mettere in giro voci false, fare valutazioni errate, per questo è importantissimo studiare nuovi algoritmi che possano massimizzare l'attendibilità di un sistema che diverrà il nuovo veicolo di marketing sul filo del world wide web sempre più votato al social marketing.
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