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Giornalismo e social media: sette suggerimenti per i giornalisti su Twitter

22
Feb
2010
Fare il giornalista oggi non è facile: mentre una volta il grosso del lavoro era andare a cercare le notizie adesso sono le notizie che vengono a cercare te - arrivano a ondate che non è semplice cavalcare senza farsi sommergere. In questo lavoro di "setaccio" e relazione Twitter e i Social Media sono degli strumenti estremamente utili (indispensabili?) ma come ogni strumento vanno usati con intelligenza e sale in zucca: vediamo allora una po' di consigli e suggerimenti che speriamo possano aiutare i giornalisti che ci leggono a sfruttare al meglio Twitter.

Comunicare e interagire
Il bello di Twitter è che oltre ad essere un flusso di pensieri e parole consente relazioni e rapporti: bisognerebbe sfruttare entrambe queste caratteristiche, fornendo notizie ma anche coltivando rapporti e interagendo con le altre tweeple sia con i follow che facendo @replies

Senso di responsabilità 
Mandare un tweet è semplicissimo, basta cliccare un bottone sul browser o premere un tasto sul nostro telefonino. Questo non vuol dire che ogni messaggio che ci viene in mente o che ci viene alle orecchie debba essere mandato: in un'epoca in cui fa più scalpore un messaggio di 140 parole di un articolo di 3 pagine è necessaria la stessa attenzione, senso di responsabilità  e controllo prima di mandare un tweet che avremmo prima di mandare in stampa la prima pagina del giornale

Attenzione agli scoop
Twitter ha dimostrato in molti casi - Iran, Haiti e altro - di essere uno strumento eccezionale per "acchiappare" al volo la notizia e poterla ripubblicare in tempo reale. La facilità  con cui si possono reperire degli scoop deve essere però pari alla cura che poniamo nella verifica delle fonti e dell'affidabilità  del contatto - a volte basta controllare la "storia" (cioè i precedenti tweet) dell'utente che ha lanciato la notizia per scoprire che si tratta solo di un mitomane o di uno spammer

Trovare e coltivare fonti
Twitter è un ottimo strumento per creare relazioni con importanti e utili fonti di informazioni, siano essi giornalisti di altri paesi, esperti vari a cui chiedere pareri e consulenze o semplici "cittadini" informati. Pensiamo ad esempio ad un rilevante evento in qualche città  d'Italia: potremmo usare Twitter per chiedere agli abitanti della città  testimonianze, conferme e informazioni altrimenti difficili da reperire

Informale - ma non troppo...
Sui social media l'atteggiamento impettito e formale non è molto adeguato, contribuendo piuttosto a renderci immediatamente antipatici: d'altro canto non è il caso di fare un tweet su due per far ridere i nostri lettori, sarà  difficile riuscirsi e in ogni caso se ci riuscissimo avremmo sbagliato carriera. Se dunque qualche tweet del tipo: "Il Presidente della Provincia si è presentato alla conferenza sull'inceneritore con la sua solita cravatta anni '70" va bene non è comunque il caso di esagerare - per guadagnare la simpatia di 5 minuti si potrebbe alla lunga rovinare la nostra reputazione di professionisti seri (sebbene non seriosi)

Connetterci con i colleghi
Anche se a volte ci separa solo qualche metro non è sempre facile interagire come vorremmo con i nostri colleghi, spesso siamo tutti indaffarati e nei rari momenti di pausa preferiremmo parlare d'altro e non delle solite cose di lavoro. Non c'è dunque niente di strano ad utilizzare Twitter per condividere informazioni, contatti e conoscenza all'interno del nostro gruppo di lavoro: anzi, ritwittare contenuti dei nostri colleghi e suggerirli ai nostri followers è un ottimo metodo per ampliare il nostro pubblico totale

Chiedere consigli ai lettori
Questa cosa funziona bene, ad esempio, in previsione di interviste a personaggi interessanti e importanti: chiedere ai nostri lettori suggerimenti su domande da porre da un lato li fa sentire più vicini a noi e al nostro lavoro e dall'altro è utile per avere qualche idea valida a cui non avevamo pensato

Come dicevamo all'inizio, il mestiere di chi deve "fare la notizia" oggi è molto cambiato, grazie in particolare ai social media e alla "democratizzazione" dell'informazione: speriamo che i piccoli suggerimenti che abbiamo voluto trasmettere possano essere utile a vivere un po' meglio questa nuova veste per tutti i giornalisti e professionisti del settore.

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