Google lancia i suoi DNS pubblici "per rendere la rete ancora più veloce e sicura": scenari e conseguenze
Google ha annunciato poche ore fa di aver reso disponibile il suo sistema di DNS pubblici, ovvero il sistema che traduce il dominio di un sito - ad esempio www.seoitaly.it - nel corrispondente indirizzo IP 200.46.204.204 così da renderlo comprensibile e utilizzabile da browser, sistemi di posta elettronica, etc. etc.Questa iniziativa si inserisce nel progetto di Google di rendere la Rete ancora più veloce (oltre che per provare a risolvere qualche problema di sicurezza del sistema dei DNS): mettendo a disposizione la propria infrastruttura di server per risolvere i nomi di dominio (questo è in sostanza il servizio di DNS) la promessa è di renderlo ancora più veloce di quanto non avvenga adesso con altri server "open" come OpenDNS grazie ad alcune soluzioni per ottimizzare questo servizio.
Per utilizzare i DNS di Google è sufficiente inserire come DNS della propria connessione di rete i seguenti valori (come primario e secondario - noi li stiamo usando e funzionano bene però segnatevi i DNS che usate adesso per tornare indietro se qualcosa andasse storto):
- 8.8.8.8
- 8.8.4.4
Conseguenze e scenari
In primo luogo c'è da chiedersi perchè Google si prenda tanto a cuore la velocità della Rete mettendo a disposizione del mondo parte della sua (costosissima, ovviamente) infrastruttura. Per il bene del mondo? Può darsi, di sicuro:
- intercettare tutti gli errori di battitura, domini scaduti e tutto il traffico di chi mette una keyword direttamente nella barra di navigazione del browser è un grosso business: OpenDNS, nel 2008, aveva introiti pubbilcitari di $20.000 / giorno servendo circa 7 miliardi di query dai suoi server (e con la sua pubblicità). Ovviamente usare i DNS di Google vuol dire che ogni volta che digito una parola nella barra del browser (o sbaglio dominio) è come se la digitassi nel box di ricerca del grande G. Quindi: più traffico. Quindi: più soldi da AdWords.
- Gmail, Chrome, Google Docs, Picasa, Wave, adesso anche il nostro traffico DNS è nelle "mani" di Google. Che sicuramente - a quanto dice anche la privacy policy di questo servizio - ne farà un uso più che legittimo e nel rispetto delle regole e della privacy, senza legarlo agli altri dati e al nostro account su Google. Comunque, è nelle sue mani.
Per concludere, ecco il link al post di risposta a questo annuncio da parte di David Ulevitch, il fondatore di OpenDNS.
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