E gli stessi social network, spinti da interessi economici, mutano in favore del SEM, per rendere l'idea basta pensare al cambiamento di rotta di Facebook, da bacheca con forte rilevanza alle foto (il nome face-book la diceva lunga) è diventato strumento, ahimè a volte di spam, di scambio links. Vi è un backlinking interno allo stesso social generato dai social-games, social-test ed uno, economicamente importante, a link esterni che spazia dal prodotto curioso al servizio potenzialmente utile, che aumenta la curiosità di vedere, ad esempio, anche altri prodotti del brand, alla pagina del brand che pubblicizza un evento o un prodotto appetibile, tutto questo genera un flusso di informazioni con tantissime nuove variabili indipendenti. Se prima le variabili dipendevano dal webmaster oggigiorno è l'utente che, attratto da un buon metodo di marketing seducente sul nascere, fa aumentare il pageranking del brand.
Si crea una sorta di scambio dei ruoli:
- il motore di ricerca diventa ricercatore di abitudini e gusti per presentare, una specie di retroattività , nuove informazioni più pertinenti alle richieste dei searchers
- il motore di ricerca deve avere un dinamismo forte nella ricerca continua e spasmodica di informazioni, più informazioni si hanno e meglio si potrà dare un messaggio pubblicitario mirato ed interessato per una forte cerchia di consumers
- un search engine deve aprire la mente verso il nuovo viaggiare delle informazioni, non basta un SERP "statico" che restituisce le stesse 10 web-pages in prima pagina per mesi, bisogna creare una lista dinamica di risultati più precisi, mirati ed in tempo reale. Ad esempio Google aggiornerà presto l'interfaccia aggiungendo una SERP Twitter, Blog e tutto il nuovo viaggiare dell'informazione sul web
I motori di ricerca devono fare i conti anche con il web2.0: se una volta l'html, con le sue tabelle e caratteri ASCII, la faceva da padrone ora una web page presenta contenuti in java e flash, diminuendo notevolmente la facilità di indicizzazione e l'interpretarne i contenuti da parte del search engine. Il maggiore network video online, youtube, ha una grossa pecca, genera un flusso pubblicitario, simile ai social network, tramite i classici spot video (mp4 e flv) visibili solamente da chi non ha handicap uditivi-visivi, difficilmente indicizzabile: per questo si sente la necessità di un algoritmo che permetta di passare oltre il titolo e i tags, che trasformi l'audio e il video in testo, facile da indicizzare. Le potenzialità nel flash ci sono, ma finché Googlebot e similari non verranno incontro con aggiornamenti frequenti delle SDK utilizzare il linguaggio flash non aiuta nel SEO. Quindi chi si occupa di SEO deve trovare un giusto compromesso tra web2.0 e SEO, prenderne coscienza e pianificare di conseguenza il proprio progetto.
Come ottimizzare i propri contenuti all'epoca del social?
- Vivere la proprio campagna di marketing, postare sui social network, crearsi un canale intelligente nel fare marketing.
- Farne discutere, passare da uomo marketing a possibile acquirente, generare opinioni e valutare il processo di marketing facendo una statistica praticamente live della propria campagna
- Generare feedback positivi, partecipare attivamente all'evolversi delle discussioni e cambiare rotta se il numero di feedback negativi o neutri aumenta, prestare attenzione alle sensazioni del possibile fruitore del servizio che si propone, cercando di farne parlare positivamente con il maggior numero di keywords possibili per aumentarne la presenza ed essere maggiormente visibili
- Fondere blog e social network: avere un'unica linea guida che possa raggiungere tutti espandendosi velocemente creando backlinking intelligente, aumentando la popolarità nel motore di ricerca e avere un ritorno di popolarità non solo dal robot del motore di ricerca ma anche dal cittadino della rete sociale
- Non fossilizzarsi su un solo social network, usare tante reti sociali significa proporre tantissime keywords al search engine, a patto che le parole chiave vengano contestualizzate in modo esatto, per fortuna è finita l'era dell'hidden text. Quando i motori di ricerca avranno un'interfaccia votata al social-search (real time search), ad esempio l'imminente SERP "Twitteriano" di Google, essere in tanti social networks significherà avere più probabilità di finire nella prima pagina dei risultati perché difficilmente colui che cerca va oltre la seconda pagina del SERP, si preferisce tornare alla barra search e immettere nuove parole chiave. Bisogna avere le giuste parole chiave in tutto il contenuto, video, audio, immagini e testo del nostro sito internet.
Secondo me l'hint SEO più importante da ricordare e capire nell'era del web2.0 è che il vecchio surfer era abituato a navigare uno spazio creato da pochi eletti, i webmasters, adesso è il webmaster che deve saper cogliere l'onda del surfers aiutati da social-GUI sempre più userfriendly che generano un flusso di informazioni irraggiungibile da qualsiasi blog o pagina web statica: se non si sfrutta quest'onda di keywords si rimane fuori dall'orizzonte del SEO ai tempi del social network.
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