Inferno andata e ritorno: distruggere una strategia SEO e porvi rimedio
Se dopo nottate passate dietro a pianificare e mettere in atto una strategia SEO ci trovassimo a vedere vanificato il nostro sudore perdendo posizioni nei motori di ricerca, magari per colpa di un cambio di algoritmo, cosa faremmo? Tenendo in mano un cornetto di ferro dovremo correre ai ripari, e pensare a delle soluzioni possibilmente indolori. Vediamone alcune.
Reinventare il sito
Nulla è per sempre, spesso una società ha bisogno di un cambio di immagine della propria brochure sul web: la cosa migliore da fare in questo caso è mettere a nuovo il sito, se la struttura è al passo con i tempi si può intervenire solamente sull'aspetto grafico, se invece il sito risulta un reperto del paleolitico allora bisogna mettere le mani pesantemente nel codice.
Quest'ultimo caso è uno dei maggiori fautori di perdita di sincronia con il motore di ricerca: pensate al vostro sito come una fotografia, se verrà modificata la copia del motore di ricerca non coinciderà più e lo stesso search engine perderà di efficienza. Se poi aggiungeremo contenuti Ajax, JavaScript, Flash arricchiremo la multimedialità della pagina web ma dovremo riconquistarci i motori di ricerca.
Il caso peggiore sarà incollare la vecchia strategia SEO nel nuovo sito pensando di mantenere la sincronizzazione precedentemente creata tra il search engine e il sito: di solito invece è meglio ripensarla da capo a meno che non si vada a fare solo un restyling grafico.
Soluzione: in fase di progettazione bisogna fissare bene i cambiamenti che subiranno le pagine del sito ed agire di conseguenza. Innanzitutto mi chiederei se ne vale veramente la pena di aggiornare il sito, in caso affermativo teniamo presente che l'impatto sulla visibilità del motore di ricerca dipenderà dal nuovo layout, dal contenuto, dalle keywords, dai links, dai menu e dai redirect, cercando di fare un lavoro nuovo, senza copiare quello vecchio ma lasciando l'imprinting che aveva ottenuto buoni risultati nella SERP. Faccio un esempio, se prima la keywords "bambucha" ci rendeva "famosi" eliminarla sarebbe un suicidio, prendere invece il nuovo sito e copiare il vecchio codice che conteneva "bambucha" sarebbe ancora più dannoso: le radici vanno tenute pensando ad un albero che però farà frutti nuovi, i frutti maturi, rappresentanti del vecchio SEO, oramai caduti a terra non lieviteranno e non torneranno mai più sui rami.
Nuovo sistema di contenuti (CMS)
Per un cambio di direzione potrebbe essere fondamentale cambiare la gestione dei contenuti, peccato che ci sarà un cambio di direzione anche da parte del motore di ricerca che sarà molto confuso. Per esempio il vecchio sistema CMS usato all'inizio del lancio del sito è obsoleto, oppure ci si trova con un sistema di contenuti inefficiente, in questi casi dovremo mettere mano al sistema di contenuti cambiando i templates delle pagine web, il modo di navigare il sito e la struttura degli indirizzi. Pensiamo solo a cambiare le estensioni da .asp a .aspx, il motore di ricerca per i primi tempi non troverà più quei files e finirà in confusione.
Soluzione: il reparto di information technology o il webdesigner devono dare molta importanza al sistema di redirect dei vecchi URL verso i nuovi URL. Si può usare il trucco dell'error 301 (per chi non lo sapesse si usa un errore del Web server oppure script PHP o ASP per reindirizzare un vecchio dominio in quello nuovo), l'importante è che il vecchio lavoro non venga buttato via e rimandi al lavoro nuovo. Dovete avere un piano di migrazione SEO, altrimenti potreste perdere tutte le agevolazioni ottenute con ore di lavoro solo per aver cambiato la gestione dei contenuti.
Perdita di link in ingresso
Pensiamo al SEO come ad una scacchiera, il contenuto è il RE, i link sono la regina e gli altri pezzi e hanno la funzione di farlo "conoscere" nel grande universo di internet e sono - per dir così - il "cibo" di Google. Una strategia SEO è quella di arricchire il numero di link in siti terzi che rimandano al nostro sito, se ipotizziamo un improbabile disaster web-movie che porterà alla perdita di tutti i link nei siti di terze parti cosa succederà a tutti i link che abbiamo "seminato" meticolosamente con scambio link, recensioni o discussioni fatte dagli altri siti? Potremmo anche essere noi gli autori del disastro, cambiando il CMS cambieremo anche i link e di conseguenza i collegamenti precedentemente seminati diventeranno dei broken link.
Soluzione: bisogna creare contenuti attivi, promuovere e partecipare nel social per tessere una solida ragnatela che porterà, tramite link, ad un sito internet. I link saranno il traffico verso il nostro lavoro e tutto questo sarà notato con compiacenza dal motore di ricerca. Dovremo poi monitorare questi link che portano traffico (per esempio Makestic SEO, Buzzstream...) e in caso di problematiche sopra descritte intervenire immediatamente. Tutto questo per avvalorare la tesi che fare redirect dei link esistenti con il vecchio CMS è fondamentale perché se possiamo ovviare al cambio di CMS non possiamo navigare tutto il web in cerca di tutte le fonti che ci hanno linkato, sarebbe un'impresa titanica.
Contenuti duplicati
E' pratica SEO evitare di duplicare i contenti in diverse pagine, può però accadere che un sito usi un database per visualizzare una lista di prodotti in una categoria che può essere raggiunta in diversi modi. Anche le pagine create ad hoc per la stampa creano duplicazione di contenuti, come lo creano l'uso dell'inglese Americano e British, o citazioni al nostro sito sparse per la rete. Bisogna scegliere una e una sola pagina come originale perché i motori di ricerca giustamente non vogliono dare una SERP fatta tutta dallo stesso contenuto.
Soluzione: dobbiamo dare una locazione fissa ai nostri contenuti, per fare questo si possono usare il comunicato stampa o feed rss per aiutare il web a divulgare link in entrata, l'importante è che il contenuto provenga unicamente dal nostro sito.
Diventare SEO spammer
A meno che non ci si metta d'accordo la concorrenza porta tutti a fare un qualcosa di più, aumenta la distanza per il traguardo ed erroneamente si potrebbe finire a fare del Black SEO, creando siti temporanei di redirect, usando l'e-mail come mezzo di spam e non di promozione o cercando spasmodicamente e in posti errati consigli per arrivare primi che portano ad essere ultimi.
Pratiche quali hidden keywords, come avevamo visto in precedenti articoli nel blog di Seo Italy, sono un modo di fare SEO poco performante, se vogliamo risultati dobbiamo agire in maniera limpida e corretta.
Soluzione: innanzitutto evitare pratiche Black SEO, se apparentemente paiono una via veloce verso il traguardo sono rischiose e rischiano di vanificare altre strategie competitive per il nostro sito. Studiare le linee guida dei vari motori di ricerca, Google, Bing, Yahoo hanno le loro politiche e violarle non porta a buoni risultati. Per fare SEO bene bisogna saper fare campagne di marketing, comprendere le necessità del cliente, a chi si rivolge il sito, il tutto cercando di essere creativi - creativi in senso positivo, però, non cercando di trovare il modo di "fregare" i motori di ricerca che, di solito, si rivelano più intelligenti di noi...
Reinventare il sitoNulla è per sempre, spesso una società ha bisogno di un cambio di immagine della propria brochure sul web: la cosa migliore da fare in questo caso è mettere a nuovo il sito, se la struttura è al passo con i tempi si può intervenire solamente sull'aspetto grafico, se invece il sito risulta un reperto del paleolitico allora bisogna mettere le mani pesantemente nel codice.
Quest'ultimo caso è uno dei maggiori fautori di perdita di sincronia con il motore di ricerca: pensate al vostro sito come una fotografia, se verrà modificata la copia del motore di ricerca non coinciderà più e lo stesso search engine perderà di efficienza. Se poi aggiungeremo contenuti Ajax, JavaScript, Flash arricchiremo la multimedialità della pagina web ma dovremo riconquistarci i motori di ricerca.
Il caso peggiore sarà incollare la vecchia strategia SEO nel nuovo sito pensando di mantenere la sincronizzazione precedentemente creata tra il search engine e il sito: di solito invece è meglio ripensarla da capo a meno che non si vada a fare solo un restyling grafico.
Soluzione: in fase di progettazione bisogna fissare bene i cambiamenti che subiranno le pagine del sito ed agire di conseguenza. Innanzitutto mi chiederei se ne vale veramente la pena di aggiornare il sito, in caso affermativo teniamo presente che l'impatto sulla visibilità del motore di ricerca dipenderà dal nuovo layout, dal contenuto, dalle keywords, dai links, dai menu e dai redirect, cercando di fare un lavoro nuovo, senza copiare quello vecchio ma lasciando l'imprinting che aveva ottenuto buoni risultati nella SERP. Faccio un esempio, se prima la keywords "bambucha" ci rendeva "famosi" eliminarla sarebbe un suicidio, prendere invece il nuovo sito e copiare il vecchio codice che conteneva "bambucha" sarebbe ancora più dannoso: le radici vanno tenute pensando ad un albero che però farà frutti nuovi, i frutti maturi, rappresentanti del vecchio SEO, oramai caduti a terra non lieviteranno e non torneranno mai più sui rami.
Nuovo sistema di contenuti (CMS)
Per un cambio di direzione potrebbe essere fondamentale cambiare la gestione dei contenuti, peccato che ci sarà un cambio di direzione anche da parte del motore di ricerca che sarà molto confuso. Per esempio il vecchio sistema CMS usato all'inizio del lancio del sito è obsoleto, oppure ci si trova con un sistema di contenuti inefficiente, in questi casi dovremo mettere mano al sistema di contenuti cambiando i templates delle pagine web, il modo di navigare il sito e la struttura degli indirizzi. Pensiamo solo a cambiare le estensioni da .asp a .aspx, il motore di ricerca per i primi tempi non troverà più quei files e finirà in confusione.
Soluzione: il reparto di information technology o il webdesigner devono dare molta importanza al sistema di redirect dei vecchi URL verso i nuovi URL. Si può usare il trucco dell'error 301 (per chi non lo sapesse si usa un errore del Web server oppure script PHP o ASP per reindirizzare un vecchio dominio in quello nuovo), l'importante è che il vecchio lavoro non venga buttato via e rimandi al lavoro nuovo. Dovete avere un piano di migrazione SEO, altrimenti potreste perdere tutte le agevolazioni ottenute con ore di lavoro solo per aver cambiato la gestione dei contenuti.
Perdita di link in ingresso
Pensiamo al SEO come ad una scacchiera, il contenuto è il RE, i link sono la regina e gli altri pezzi e hanno la funzione di farlo "conoscere" nel grande universo di internet e sono - per dir così - il "cibo" di Google. Una strategia SEO è quella di arricchire il numero di link in siti terzi che rimandano al nostro sito, se ipotizziamo un improbabile disaster web-movie che porterà alla perdita di tutti i link nei siti di terze parti cosa succederà a tutti i link che abbiamo "seminato" meticolosamente con scambio link, recensioni o discussioni fatte dagli altri siti? Potremmo anche essere noi gli autori del disastro, cambiando il CMS cambieremo anche i link e di conseguenza i collegamenti precedentemente seminati diventeranno dei broken link.
Soluzione: bisogna creare contenuti attivi, promuovere e partecipare nel social per tessere una solida ragnatela che porterà, tramite link, ad un sito internet. I link saranno il traffico verso il nostro lavoro e tutto questo sarà notato con compiacenza dal motore di ricerca. Dovremo poi monitorare questi link che portano traffico (per esempio Makestic SEO, Buzzstream...) e in caso di problematiche sopra descritte intervenire immediatamente. Tutto questo per avvalorare la tesi che fare redirect dei link esistenti con il vecchio CMS è fondamentale perché se possiamo ovviare al cambio di CMS non possiamo navigare tutto il web in cerca di tutte le fonti che ci hanno linkato, sarebbe un'impresa titanica.
Contenuti duplicati
E' pratica SEO evitare di duplicare i contenti in diverse pagine, può però accadere che un sito usi un database per visualizzare una lista di prodotti in una categoria che può essere raggiunta in diversi modi. Anche le pagine create ad hoc per la stampa creano duplicazione di contenuti, come lo creano l'uso dell'inglese Americano e British, o citazioni al nostro sito sparse per la rete. Bisogna scegliere una e una sola pagina come originale perché i motori di ricerca giustamente non vogliono dare una SERP fatta tutta dallo stesso contenuto.
Soluzione: dobbiamo dare una locazione fissa ai nostri contenuti, per fare questo si possono usare il comunicato stampa o feed rss per aiutare il web a divulgare link in entrata, l'importante è che il contenuto provenga unicamente dal nostro sito.
Diventare SEO spammer
A meno che non ci si metta d'accordo la concorrenza porta tutti a fare un qualcosa di più, aumenta la distanza per il traguardo ed erroneamente si potrebbe finire a fare del Black SEO, creando siti temporanei di redirect, usando l'e-mail come mezzo di spam e non di promozione o cercando spasmodicamente e in posti errati consigli per arrivare primi che portano ad essere ultimi.
Pratiche quali hidden keywords, come avevamo visto in precedenti articoli nel blog di Seo Italy, sono un modo di fare SEO poco performante, se vogliamo risultati dobbiamo agire in maniera limpida e corretta.
Soluzione: innanzitutto evitare pratiche Black SEO, se apparentemente paiono una via veloce verso il traguardo sono rischiose e rischiano di vanificare altre strategie competitive per il nostro sito. Studiare le linee guida dei vari motori di ricerca, Google, Bing, Yahoo hanno le loro politiche e violarle non porta a buoni risultati. Per fare SEO bene bisogna saper fare campagne di marketing, comprendere le necessità del cliente, a chi si rivolge il sito, il tutto cercando di essere creativi - creativi in senso positivo, però, non cercando di trovare il modo di "fregare" i motori di ricerca che, di solito, si rivelano più intelligenti di noi...
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