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SEO, microformats e rich snippets su Google: un'opportunità d'oro per migliorare il posizionamento e il click-thru

19
Nov
2009
Circa 6 mesi fa Google ha fatto un annuncio abbastanza importante che però, a quanto pare, è passato abbastanza sotto silenzio senza avere l'impatto - sia in ambito web development che SEO - che secondo noi meriterebbe: il 12 maggio scorso Google ha annunciato che avrebbe iniziato a supportare microformats e tag RDF per "arricchire" i propri risultati delle ricerche con indicazioni semantiche quali ad esempio il numero di stelle ricevute dalle recensioni (per un ristorante o un albergo), il prezzo di un prodotto o l'indirizzo di un'azienda, rilasciando qualche giorno fa un po' di aggiornamenti in merito.

Che cosa sono i "rich snippets"?
Microformats e rich snippets nelle SERP di Google
Dall'immagine precedente si vede come alcuni risultati per la query [san francisco restaurant] (abbiamo scelto solo quelli da yelp.com e solo nella versione in inglese di Google) presentino una serie di informazioni "in più" rispetto agli altri, in particolare la valutazione in stelle, il numero di recensioni e il prezzo medio. Ovviamente aggiungere queste informazioni al nostro risultato sarebbe molto utile, contando poi che Google stesso dice che il click-thru dei risultati "arricchiti" è più alta degli altri. E allora, come fare?

Microformats
Google mostra i contenuti arricchiti estraendoli da informazioni presenti sulla pagina di riferimento (in questo caso, la pagina dove è presente la recensione del ristorante). A nostro modo di vedere il modo più semplice e diretto di arricchire le proprie pagine con indicatori semantici è utilizzare i microformats, ovvero delle "classi" da aggiungere ai tag <span> o <div> che dicano allo spider che tipo di informazione troverà nel tag. Un pezzo di HTML con microformats per la recensione ristorante, ad esempio, è il seguente:

<div class="hreview-aggregate">
<div class="item">
<span class="fn">Pizzeria Bella Napoli</span>
</div>
<div class="rating">
<span class="average">4.4</span>
</div>
<span class="count">1,313</span>
</div>

Come si vede, è piuttosto semplice aggiungere gli indicatori semantici all'HTML, basta solo conoscere il vocabolario di riferimento e strutturare in maniera più organica il proprio codice. Attualmente Google supporta i microformats per recensioni (aggiungendo anche il tag pricerange), persone (per informazioni di contatto o di social networking), prodotti e aziende. Si possono utilizzare i microformats/RDF tags anche per i video, ma questo è un discorso un po' a parte che ci riserviamo di affrontare in un'altra occasione.

Per il SEO?
A nostro modo di vedere i microformats sono utili (e lo saranno sempre di più, quindi meglio partire in tempo) anche in termini di SEO e posizionamento sui motori di ricerca per tre ragioni:
  1. come dicevamo prima, l'utente è senza dubbio più invogliato a cliccare su un annuncio "ricco" che spicca (basta anche solo la presenza delle stelline colorate...) rispetto agli altri
  2. è innegabile che nel tempo Google e gli altri motori di ricerca daranno sempre più importanza a informazioni di natura semantica, posizionando "meglio" (cioè in maniera più circostanziata, probabilmente anche in maniera preferenziale) i siti che partecipano al Semantic Web rispetto a quelli che non forniscono nessuna informazione di questo tipo
  3. la maggior parte dei microformats contengono un campo description o qualche cosa del genere: sicuramente un ottimo spazio da riempire con un testo adeguatamente ottimizzato per migliorare la nostra indicizzazione

Bene, e adesso?
Adesso bisogna partire:
  1. inserite sul vostro sito i microformats dovunque sia possibile (avete bisogno di una mano? Contattateci per una consulenza)
  2. testate che il tutto funzioni con questo tool di Google stando attenti a:
    • non confondere le classi CSS con le "classi" microformats - evitiamo ad esempio di creare una classe "rating" per specificare caratteristiche di presentazione dal momento che potrebbe creare confusione nella catalogazione della risorsa
    • non utilizzare DIV nascosti per inserire i microformats - anche se la tentazione è forte Google non indicizzerà questi dati, bisogna inserire i tag nel flusso normale dell'HTML
  3. comunicate a Google che siete "interessati ai Rich Snippets" e che avete un sito che ne fa uso

Se avete bisogno di una mano/consulenza, non esitate a contattarci - potremmo aiutarvi ad arricchire il vostro sito e il vostro posizionamento sui motori di ricerca.
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