Di cosa stiamo parlando
I servizi di URL shortening servono a "comprimere" un link per cercare di farlo entrare nei pochi caratteri messi a disposizione da Twitter: in sostanza, se io ho una URL tipo
- http://www.seoitaly.it/articoli-seo-blog/blogging-seo-6-cose-controllare-prima-pubblicare-nuovo-post
In questo esempio abbiamo mostrato l'utilizzo del nostro personalissimo URL shortener, in realtà nella maggior parte dei casi si utilizzano servizi quali Bit.ly o Ow.ly che consentono di passare da un indirizzo web molto lungo ad uno ben più corto (nell'esempio di prima: http://bit.ly/dtGMSv) e dunque più facilmente inseribile in un tweet.
Perchè gli URL shortener sono importanti (anche in un'ottica SEO)
Gli URL shortener sono oggi un elemento "strategico" sul web molto importante per svariate ragioni:
- se l'URL shortener che io ho deciso di usare smette di funzionare i miei link non "funzionano" più - importante dunque sceglierne uno affidabile
- sto inserendo un ulteriore step prima del link finale, step su cui sto delegando il controllo ad altri che potrebbero utilizzare statistiche di accesso e quant'altro per i propri scopi di business
- dal punto di vista SEO è importante che il redirect che poi viene effettuato (cioè la traduzione da http://bit.ly/dtGMSv a http://www.seoitaly.it/articoli-seo-blog/blogging-seo-6-cose-controllare-prima-pubblicare-nuovo-post) sia un redirect 301, in caso contrario tutta la link juice viene intercettata e "succhiata" dal servizio di URL shortening.
Fino ad oggi il servizio (più o meno) ufficiale di accorciamento degli URL di Twitter è Bit.ly. Da quest'estate però, Twitter ha deciso di lanciare il proprio servizio di URL shortening, t.co. Questa decisione è stata presa, a nostro modo di vedere, in virt๠di una serie di considerazioni:
- è giunto il momento di monetizzare l'immenso potenziale commerciale di Twitter, uno dei primi punti da cui partire è prendere il controllo dei link (non dimentichiamo che la maggior parte dei tweet sono collegamenti a pagine web), centralizzandone le statistiche e l'analisi dell'utilizzo per "vendere" - in quale maniera ancora non è chiaro - servizi a pagamento su Twitter
- gli short URL mascherano a volte collegamenti a siti di malware, di spam o con virus: controllarli in maniera più diretta vuol dire offrire agli utenti un'esperienza migliore e più sicura
- in un'ottica di maggiore trasparenza e utilizzabilità dice sempre Twitter che, a seconda delle situazioni, lo short url t.co portà essere mostrato in maniera diversa: l'esempio che fanno è la URL http://www.amazon.com/Delivering-Happiness-Profits-Passion-Purpose/dp/0446563048 che diventa http://t.co/DRo0trj (di base) ma che in alcune situazioni può apparire come amazon.com/Delivering o quant'altro
- centralizzare il controllo vuol anche dire semplificare la vita agli sviluppatori che possono iniziare a prepararsi ad avere una API sola per gestire le short URL, i tweet e tutto quello che si può fare su Twitter.

- Affidabilità
Eufemisticamente parlando, Twitter non ha proprio un record immacolato per quanto riguarda affidabilità e prestazioni del servizio: in questo senso affidare anche la gestione delle short url (e quindi, di fatto, di tutti i link condivisi su Twitter) da un lato non potrà far altro che degradare ulteriormente il livello del servizio, dall'altro rischierà di rendere non funzionanti i nostri collegamenti che abbiamo cercato con tanta cura e passione - Privacy
Sebbene oggi della privacy *vera* sembra non gliene importi più niente a nessuno (tanto se ne parla quanta poca ce n'è in giro), questa mossa darebbe il controllo pressochè totale della nostra vita su Twitter ad un solo soggetto: se adesso, infatti, sono altri a raccogliere e usare i dati di utilizzo dei link che postiamo (diminuendo dunque la concentrazione delle informazioni) usare un solo URL shortener significherebbe concedere molto più controllo sia sulla nostra vita su Twitter che fuori da Twitter... - SEO
Anche in questo caso affidare solo a Twitter le nostre short URL vuol dire fidarsi ciecamente di quello che farà : e se un eventuale accordo futuro con Bing, ad esempio, dovesse includere l'obbligo di bloccare a Google l'accesso ai link accorciati?
Buzz it!
Buzz it!







