In sostanza:
- troppe informazioni per la nostra (attuale) capacità di gestirle
- una soluzione potrebbe essere il semantic web, il problema è che così facendo invece di far pensare i computer come gli umani si cerca di far rientrare tra gli schemi di un computer la complessità del mondo - il risultato spesso non è molto bello a vedersi
- in ogni caso il mondo se ne infischia e continua a produrre "informazioni" (un tweet, un commento, un "like") a manetta
- la cosa frustrante è che il web oggi saprebbe rispondere a una quantità di quesiti senza precedenti (da quelli più banali tipo "dimmi tutti gli album musicali che mi potrebbero piacere" a "risolvi la fame nel mondo")
- ma noi non sappiamo come fare a porre le domande giuste
- aspettando la risposta ai problemi del mondo bisogna cercare di cavalcare (o almeno non farsi travolgere) l'onda dei new media per fare al meglio il nostro lavoro
Il SEO è nato come metodo per aiutare i nostri potenziali clienti a trovarci grazie ai motori di ricerca. Oggi i "motori di ricerca" sono tutti quegli strumenti che ci possono consentire di ampliare il nostro mercato ed entrare in contatto con un pubblico più ampio e interessato a noi: Google e Bing, sicuramente, ma anche Facebook, Twitter, iPhone, Google Maps, i blog di colleghi/competitors/amici e chi più ne ha più ne metta. L'esperto SEO, allora, deve saper gestire tutto questo mondo di media con caratteristiche, potenzialità e pubblico diverso avendo sempre in mente una strategia organica che sappia sfruttare al meglio tutti gli strumenti a disposizione per raggiungere il fine ultimo che ci siamo preposti (qualunque esso sia, dall'aumento della brand awareness ad una più prosaica crescita nel fatturato).
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