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Web Semantico: la semantica e Internet. Parte 2 di 3

5
Nov
2010
In questo secondo capitolo (qui la prima parte) del nostro piccolo studio sul web semantico vediamo in maniera più diretta che cosa è la semantica applicata ad Internet, che esempi esistono già  online e quali sono le potenzialità  e applicazioni di questa nuova tecnologia di catalogazione e archiviazione dei dati



Il termine Web Semantico nasce dal genio di Sir Timothy John Berners-Lee e fa capire che la gestione del materiale abitante il World Wide Web può essere migliorata aggiungendo i metadati - cioè dati su altri dati - a file, pagine html, immagini, video e tutto quello che popola internet. Ad esempio un'immagine di per se può essere un semplice file .jpg, se però la persona che scatta la foto inserisce delle informazioni quali il geotagging, l'ora e il giorno dello scatto, le persone che vi compaiono, la strada più vicina associando al file informazioni e dati (metadati per l'appunto - cioè i dati sul dato originario, la foto) dando un significato semantico digeribile al motore di ricerca, quello "stupido" file .jpg diventa una fonte incredibile di informazioni che verranno interrogate, interpretate ed elaborate per essere fruibili non solo agli utenti ma ad altri documenti contenenti metadati.



Poteva un'azienda potente e ricca come Google Inc. non investire? Si, ma, aggiungerei saggiamente, non lo ha fatto, acquisendo Metaweb, il nome che richiama i metadati la dice lunga: si tratta di un developer USA che ha dato vita ad un progetto denominato Freebase, un "entity graph of people, places and things, built by a community that loves open data". Free infatti significa libero e Base identifica un data-base cioè un luogo dove vengono archiviate delle informazioni, in modo libero e open così da avere in un solo luogo una consapevolezza globale su qualsiasi cosa, dalla geologia alla matematica, dal cinema del paesino al grande stadio.






Tutte queste informazioni potrebbero far divenire Google l'oracolo aggiungendo il tassello dell'onniscienza: attualmente Google e gli altri motori di ricerca "a-semantici" non sanno rispondere da soli a domande del tipo "Hotel a 60? a notte nelle Cinque Terre", "Chi sono gli ex giocatori dell'NBA che allenano dal 2007", rimandando a siti di terze parti con la speranza di dirigere l'utente verso informazioni attinenti a quello che cercano e fonti sicure, è chiaro che il database ha bisogno di sviluppo continuo rimanendo nella filosofia open e free che ha contraddistinto Google in questi anni. Con Metaweb e l'utilizzo dei metadati trasformare "parole" dal significato inevitabilmente ambiguo in "entità " univoche e non confondibili, collegate da relazioni e organizzate in categorie servirà a rendere più fruibile tutto il mare di informazioni presente sul web, aiutandoci a superare l'information overload da cui siamo sommersi giorno dopo giorno.

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